Congratulazioni LEWIS

05/11/2019

 

Alla vigilia del Gran Premio di Australia di quest’anno mi sono abbonato a Sky per potermi vedere la nuova stagione di Formula Uno che dai test di Barcellona sembrava essere parecchio eccitante. L’esito delle prove fu però un grave campanello d’allarme visto che le Mercedes furono più veloci di Red Bull e Ferrari di circa 0,75 sec. La gara fu un ovvia conseguenza.


Il giorno seguente diedi immediata disdetta a Sky, dato che non ci sarebbe stata alcuna speranza di avere un mondiale combattuto in questo 2019.


Del resto, da quando è cominciata l’epoca dei motori turbo ibridi, in altre 3 occasioni abbiamo visto questa netta superiorità della Mercedes sin dai primi GP (nel 2014, 2015 e 2016) e nessun altro costruttore partecipante al mondiale è poi riuscito a colmare quel gap enorme.


Ho avuto ragione: la Mercedes quest’anno ha dimostrato ancora una volta una superiorità schiacciante.


Lo abbiamo visto in particolare nel GP di Francia ed Inghilterra dove l’effettiva performance di quell’auto si è potuta intuire dal fatto che Lewis Hamilton fece il giro più veloce della gara all’ultimo giro con gomme dure usurate.
La stessa superiorità si è palesata in molti altri GP come ad esempio quello di Spagna, Montecarlo ed Ungheria e negli ultimi 3 GP in Giappone, Messico e Usa dove il motore Mercedes ha anche recuperato quel presunto deficit di potenza di cui si sono lamentati per tutto l’anno (vedere le prestazioni di Perez della Racing Point motorizzata Mercedes come ulteriore conferma).


Anche la Ferrari ha contribuito in modo importante al successo di Hamilton regalandogli la vittoria sia del GP del Bahrain per guasto tecnico sulla vettura di Leclerc, che nel GP di Russia per guasto tecnico sulla vettura di Vettel.
Infine, come se non bastasse tutto ciò, Hamilton ha avuto anche importanti aiuti anche da parte della FIA con la vittoria attribuita a tavolino nel Canada ai danni di Vettel (7 punti guadagnati) e con la misteriosa squalifica dell’Alfa Romeo in Germania dove, in una gara dove voleva ritirarsi ed era finito fuori dai punti, alla fine è arrivato nono (con 2 punti guadagnati).

 

Parlare quindi di pilota stratosferico o di pilota eccezionale per la vittoria in questo mondiale, mi sembra quindi un po’ eccessivo.


Hamilton è stato quest’anno sicuramente molto bravo, veloce ed accorto e gli vanno fatti i complimenti, ma ha vinto un mondiale che a parità di condizioni avrebbero vinto anche gli altri quattro top driver in circolazione (in ordine alfabetico: Alonso, Leclerc, Verstappen e Vettel).


Se poi vogliamo valutare il valore assoluto di Hamilton in relazione ai grandi piloti che hanno scritto la storia della Formula Uno, posso senz’altro dire che le sua classe al volante è cristallina ed innegabile. Riguardo invece la sua personalità, osservata nel corso della sua ormai lunga carriera, si può dire che è stata la causa di alcune discontinuità o cali di prestazioni.

Questo è stato molto evidente nel 2016 quando perse un mondiale ai danni di Rosberg (ed erano gli unici due in gara) e nel 2011 quando perse il confronto diretto con Jenson Button che in quegli anni era all’apice della sua carriera di pilota di F1.

Anche Hamilton sta attraversando in queste ultime due stagioni il periodo migliore della sua carriera e credo che (da alcune sue dichiariazioni) gran parte della sua attuale saggezza tattica in gara e nella gestione delle gomme siano anche merito delle lezioni di un grande pilota del passato: Niki Lauda.


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