F1 2020: “Hamil7on”

Quando il “dio delle corse” interviene, ci regala sempre delle gare spettacolari e di altissimo livello. Ieri ho assistito ad un vero gran premio di F1 da guardare fino alla fine per sapere chi sarebbe stato il vincitore ed il cui podio si è “materializzato” a sorpresa proprio all’ultima curva. Suggerisco a chi non l’avesse potuto vedere di cercarlo in Internet e gustarsi almeno gli Highlights.  

E’ giunto però il momento di celebrare il settimo mondiale piloti di Hamilton. Lewis ha raggiunto e superato in termini di risultati statistici il grande Michael Schumacher ed ha ribadito di essere sicuramente il pilota più forte della sua generazione (come ha dichiarato anche Vettel). Sia ad Imola che in Turchia ha però vinto tirando fuori una grinta ed una determinazione che non sempre dimostra a causa della superiorità del team Mercedes (che ieri non aveva).

A mio avviso Lewis, rispetto a tutti gli altri piloti oggi in circolazione, ha maggior velocità pura, grande pulizia di guida (che gli consente di gestire in modo sublime le gomme), ed ottima lucidità sotto stress (ciò in parte dovuto alla sua esperienza ed in parte alla disponibilità di un auto spesso superiore a quella dei concorrenti). Tutto ciò si traduce in una grande efficacia nei risultati grazie ai pochi errori che commette in pista ed al massimo sfruttamento del mezzo che dispone. 

A quelli della mia generazione che hanno visto correre alcuni grandissimi eroi del passato (Lauda, Gilles Villeneuve, Senna, Prost, Schumacher), Hamilton appare come un “fiorettista” che predilige il bello stile alla “battaglia con la sciabola”. Mi ricordo chiaramente che Schumacher e Senna facevano letteralmente paura quando scendevano in pista sia per la loro velocità che per la loro aggressività.

Altra differenza è che Michael ed Ayrton tiravano fuori quasi sempre tutto quello che avevano dal proprio mezzo (per questo hanno vinto moltissime gare con vetture largamente inferiori a quelle dei loro concorrenti), Hamilton lo fa solo quando è strettamente necessario. Spesso e volentieri ha infatti volontariamente nascosto i limiti prestazionali del proprio mezzo e ciò è stato un elemento strategico fondamentale per mantenere così a lungo la supremazia tecnologica della Mercedes.

In breve, Schummy e Senna sono stati per me un po’ come dei “GOLIA” in pista, Hamilton invece è un po’ più simile ad un “DAVIDE” astuto, preciso e determinato. Tutti e tre comunque campioni eccezionali, a mio modesto avviso, i migliori della storia della F1 da me vissuta (dal 1975 in poi). 

Auguro ad Hamilton altri 7 di questi giorni e di diventare così il più grande pilota della storia della F1.

Alla prossima!

 

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