F1 2020: Una strana stagione - parte 1

Anche se ha vinto di nuovo Hamilton su Mercedes (con Bottas sempre vicecampione del mondo), questa stagione ha offerto diversi elementi di novità.

Innanzitutto vorrei fare i miei complimenti agli organizzatori della F1 (Chasey e Brawn in primis) per aver saputo mettere insieme un campionato di F1 interessante e valido nonostante la pandemia.

Le idee vincenti sono state essenzialmente due: primo correre sulla stessa pista (o su una versione leggermente modificata) per due week-end consecutivi, secondo ripescare piste famose e già omologate per la F1 in nazioni dove la pandemia stava colpendo meno duramente.

Abbiamo così rivisto corse su tracciati come Imola, Nurburgring, Mugello, Portimao, Turchia, che ci hanno offerto delle gare interessanti, nonostante l’imbarazzante superiorità della Mercedes, proprio grazie alle caratteristiche uniche di quel tracciato e qualche intervento provvidenziale del “Dio delle corse”.

Per quanto riguarda la classifica costruttori ritroviamo al primo posto la Mercedes con 573 punti in una stagione dove è stata ancora più dominante dello scorso anno. Per dare una misura di quanto dominante fosse lo scorso anno ricordiamo i 4 giri più veloci in gara fatti da Hamilton all’ultimo giro con gomme dure (spesso con più di 30 giri già percorsi) e la vittoria di Perez nel Gp di Shakir con la Racing Point che quest’anno era la palese copia della Mercedes vers. 2019. Racing point che, senza la penalizzazione di 15 punti commincata della FIA, sarebbe stata la terza forza del campionato costruttori 2020 con 210 punti.

La superiorità Mercedes risiede essenzialmente nel motore (il migliore dell’epoca turbo ibrida), nella capacità di realizzare auto aerodinamicamente efficaci e nell’organizzazione magistrale del team capitanato da Toto Wolff (al timone anche per i prossimi 3 anni).

Seconda la Red Bull con 319 punti, unica squadra che nel 2020 ha battuto regolarmente la Mercedes dello scorso anno (=Racing Point), ma nulla ha potuto contro la Mercedes di quest’anno che per buona parte del campionato aveva un vantaggio enorme su tutti gli avversari. Le ragioni di questo progresso sono essenzialmente 2: i sensibili miglioramenti del motore Honda (diventato indiscutibilmente il secondo miglior motore in griglia), e la sempre ottima capacità del team di sviluppare auto aerodinamicamente efficaci per tutta la stagione.

Terza una McLaren in crescita con 202 punti che, senza la penalità per la Racing Point, sarebbe stata quarta forza. Ottimo risultato per questo team che si sta riportando agli antichi splendori dopo la brusca caduta di prestazioni dal 2013 in avanti. La ragioni di ciò sono a mio avviso essenzialmente tre: i progressi del motore Renault (molto vicine a quelle del motore Honda), la ottima prestazione dei suoi piloti per tutta la stagione (Norris cresciuto e Sainz sempre affidabile), e la gestione in pista di Andreas Seidl che si sta confermando essere uno dei migliori “team principal” in griglia.

Della quarta Racing Point con 195 punti abbiamo già scritto sopra, mentre della quinta, la Renault con 181 punti, riscontriamo segnali di ripresa importanti rispetto alla scorsa stagione (cogliendo qualche podio), ma non tali da considerarla una squadra di vertice per il prossimo anno.

Sesta la Ferrari con 131 punti. Mai come quest’anno ho provato imbarazzo nell’osservare le prestazioni del team più prestigioso della Formula 1. Spesso il team di Maranello è stato più lento di alcuni suoi team clienti (Alfa Romeo) ed è stato per molti GP inferiore anche alla Alfa Tauri team satellite della Red Bull motorizzata Honda. Al Mugello, inoltre, abbiamo tutti visto Vettel far fatica a seguire Russell su Williams, ultima classificata nel campionato costruttori. Infine non ricordo più quante volte abbiamo visto le rosse sorpassate in pieno rettilineo dai TOP 5 teams come se fossero delle F2.

Le cause di questo risultato sono a mio avviso principalmente due: il vistoso deficit di potenza del motore Ferrari 2020 rispetto a tutti i concorrenti (sembra dai 50 agli 80 CV in meno), e la pessima gestione della criticità da parte del team principal Mattia Binotto (come da lui stesso dichiarato in un recente intervista). La prima causa è molto probabilmente conseguenza dell’accordo secretato tra FIA e Ferrari ad inizio stagione che ha penalizzato indirettamente anche Alfa Romeo ed Haas. La seconda, delle scelte organizzative e strategiche dell’ex AD Camilleri.

Francamente non saprei dire quali possano essere le prestazioni della Ferrari nel 2021. Da un lato penso che la SF1000 non fosse male da un punto di vista aerodinamico e che la pessima prestazione globale offerta dall’auto era essenzialmente una conseguenza dal palese deficit di prestazioni del motore Ferrari 2020. Dall’altro ho la sensazione che l’organizzazione e l’efficacia del team a Maranello non sia all’altezza dei suoi concorrenti. Ma su quest’ultimo punto potrei essere facilmente smentito, qualora la nuova SF21 si trovasse di colpo a combattere con Red Bull e Mercedes il prossimo anno. Del resto, se tutte le recenti dichiarazioni ottimistiche sulle prestazioni del futuro motore Ferrari 2021 dovessero essere confermate in pista, di colpo l’auto dello scorso anno guadagnerebbe un secondo al giro grazie alla maggiore potenza ed un assetto aerodinamico ottimizzato (quindi non cronicamente scarico come accaduto per gran parte del 2020). Staremo a vedere, magari nel 2021 la Ferrari ci sorprenderà in positivo. Di sicuro hanno finalmente abbandonato la filosofia dei nomi celebrativi che storicamente le ha sempre portato poca fortuna, e già questo è un buon inizio….

Settima la Alfa Tauri con 107 punti, autrice di una grande stagione culminata con la vittoria di Pierre Gasly a Monza. Se la squadra avesse avuto anche il secondo pilota allo stesso livello, avrebbero con ogni probabilità raggiunto la sesta posizione. E’ un team piccolo, simpatico e, nonostante siano motorizzati Honda, è pur sempre un team Italiano.

Di Alfa Romeo e Haas, rispettivamente ottava con 8 punti e nona con 3, abbiamo già scritto in precedenza. Per entrambi ci saranno dei miglioramenti in arrivo per il prossimo anno, qualora il motore Ferrari torni ad essere competitivo. Per la Haas in particolare si profila un nuovo ciclo, avendo stretto maggiori legami con il team di Maranello sia per gli sviluppi aerodinamici (con l’arrivo di Simone Resta) che per la gestione piloti (con l’arrivo di Mick Schumacher).

Della Williams decima a zero punti, osservo solo che quest’anno è stata molto più vicina ai suoi avversari rispetto a quanto accadeva la scorsa stagione dove erano spesso distanziati più di un secondo al giro dai loro diretti concorrenti (ad esempio la Haas). Le è mancata solo un po’ di fortuna per i punti, ma a mio avviso il cambio di proprietà (Dorint al posto della famiglia Williams), i nuovi sviluppi che hanno portato in pista nel finale del 2020, e l’arrivo del nuovo CEO Jost Capito, sono tutti segnali positivi in vista della prossima stagione.

 

Nella parte 2 completeremo il bilancio di questa stagione analizzando le prestazioni dei piloti.

A presto!

 

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