F1 2020: Una strana stagione - parte 2

A differenza della scorsa stagione, quest’anno non mi soffermerò sul confronto tra compagni di scuderia osservando che in ogni squadra c’è stato un pilota nettamente migliore dell’altro. Uniche eccezioni il confronto alla pari tra piloti in McLaren, quello tra i piloti Alfa Romeo (Giovinazzi ha fatto meglio in qualifica, Kimi in gara) ed i piloti della Haas.

Ciò premesso stavo per stilare la mia classifica piloti personale di questa stagione, quando ho trovato la medesima classifica stilata da tutti i team principal (Binotto escluso) per il 2020. Dopo l’ultimo GP dell’anno infatti, ad ogni team principal è stato chiesto di scegliere i 10 migliori piloti di questa stagione. Ad ogni pilota individuato è stato quindi assegnato un punteggio uguale a quello che si dà per un gran premio (25 al primo, 18 al secondo e così via). Si sono poi sommati i punteggi ottenuti, e la classifica finale è stata:

 

1° Lewis Hamilton (Mercedes) 171

2° Max Verstappen (Red Bull) 156

3° Charles Leclerc (Ferrari) 132

4° Daniel Ricciardo (Renault) 95

5° Sergio Perez (Racing Point) 82

6° George Russell (Williams) 75

7° Lando Norris (McLaren) 45

8° Carlos Sainz (McLaren) 37

9° Valtteri Bottas (Mercedes) 27

10° Pierre Gasly (Alfa Tauri) 27

 

Quando l’ho vista ho commentato: è perfetta! Vediamo perché: 

Primo Hamilton che vince anche in questa “competizione di opinioni” senza stravincere. Il fatto che usufruisca di un mezzo largamente superiore alla concorrenza, la sua grande esperienza in F1 ed un compagno di squadra “morbido”, esalta le sue prestazioni rendendolo quasi sempre impeccabile in gara e autore di una stagione praticamente priva di errori. In breve: è bravo ma, anche quest'anno, non ha avuto avversari in condizioni di contrastarlo seriamente.


Secondo Verstappen, giustamente. E’ stato l’unico che per tutta la stagione ha cercato di “intimidire” Hamilton, ma aveva a disposizione un mezzo inferiore. Questo lo ha portato a rischiare più del necessario vincendo una volta ma anche commettendo qualche errore (grave) nel corso dell’anno. Infine ha annientato il suo compagno di squadra Albon al punto che, a fine stagione, ha ammesso anche lui di aver bisogno di un compagno di squadra più forte per poter combattere meglio in gara le strategie Mercedes.


Terzo Leclerc. Ha un grande valore questa terza posizione in quanto è un giudizio emesso da avversari della Ferrari e non da tifosi. Leclerc quest’anno ha annichilito un quattro volte campione del mondo (Vettel) ed in alcune piste ha offerto delle prestazioni strabilianti (considerando il mezzo che aveva a disposizione). Ha anche commesso qualche errore di troppo in partenza, ma dobbiamo tenere presente che è solo al suo terzo anno in formula 1 e che, la consapevolezza di avere un mezzo inferiore, ti porta a rischiare di più proprio nelle fasi iniziali di gara quando il tuo avversario è più vicino. Detto questo, caro Charles, le gare non si vincono al primo giro…

 

Quarto Ricciardo e Quinto Perez sono scelte corrette. Sono due ottimi piloti che avranno il prossimo anno delle auto sulla carta migliori di quelle avute quest’anno e delle piccole chances di giocarsi il titolo. E’ il risultato dell’eccellente lavoro svolto negli ultimi 6 anni dove Perez ha regolarmente battuto il suo compagno di squadra (chiunque fosse) e Ricciardo anche (a parte una mezza stagione da separato in casa Red Bull dove ha perso il confronto con Verstappen). Entrambi offrono grande costanza di rendimento, velocità e tanti punti a fine stagione. Ricciardo è più personaggio ed è bravissimo nei sorpassi, Perez è più “uomo di sostanza”.

 

Sesto Russell. E’ un mistero il motivo per cui Russell sarà ancora in Williams nel 2021. Ad inizio anno sembrava che il passaggio in Mercedes fosse scontato. La conferma anticipata di Bottas per il 2021, penso sia una richiesta di Hamilton legata alle clausole del suo prolungamento contrattuale (che ancora non c’è). Causa Covid, abbiamo però avuto l’opportunità di apprezzare il talento di Russell alla guida di una Mercedes nel Gp di Shakir. In quella gara, dopo sole 3 sessioni di prove libere su un auto che non conosceva, in prova ha sfiorato la Pole position di un nulla ed ha dominato la gara per buoni 60 giri infliggendo a Bottas un distacco significativo (tra 5 e gli 8 secondi). Poi è arrivato il “pasticcio” ai box Mercedes cha ha cambiato le sorti della gara ma non il giudizio sulla sua prestazione. Questo ragazzo ha annientato in prova ed in gara i suoi compagni di squadra in Williams per 2 anni consecutivi e nell’unica gara combattuta con Bottas ha dimostrato di essere al suo livello in prova e superiore in gara. Punti neri della sua stagione: l’inspiegabile fuori pista ad Imola dietro safety car ed il crollo alla terza ripartenza del Mugello dove poteva portare a casa i suoi primi punti. Ma anche lui è al secondo anno in F1. Lasciamolo crescere e vedremo un altro campione.

 

Settimo Norris e Ottavo Sainz, sono delle posizioni che potrebbero anche essere scambiate a seconda degli aspetti che si vogliono evidenziare. La stagione di Sainz per esempio è stata esemplare perché è partito con un grande handicap di punti iniziale (quando arrivò la notizia che sarebbe approdato in Ferrari nel 2021). Poi ha recuperato alla grande nel finale superando Norris in classifica piloti per il secondo anno consecutivo ed assicurando il terzo posto costruttori alla McLaren. Anche Norris ha fatto molto bene perché ha dato del filo da torcere a Sainz (unico pilota insieme a Ricciardo a dare qualche grattacapo a Verstappen quando erano compagni di squadra) ed ha dato evidenti segnali di crescita rispetto alla scorsa stagione. Il suo punto forte è la qualifica (quest’anno 9 per Lui ed 8 per Sainz), mentre deve ancora migliorare in gara. Sainz infatti lo ha battuto non solo per i punti in campionato (104 a 95), gli è stato davanti in gara per 581 giri contro i suoi 283 ed è arrivato 7 volte davanti a Lui sulle 13 gare dove hanno potuto competere direttamente. Norris è stato premiato dai vari team principal per la sua crescita sul 2019 e per il potenziale velocistico espresso anche se, a mio avviso, Sainz ha fatto un’altra grande stagione.

 

Nono Bottas. Se fossi a capo di un Team di F1, sarei molto contento di Bottas. E’ molto bravo in qualifica e spesso mette dietro di se Lewis Hamilton (5 volte quest’anno), inoltre, quando arriva dietro Lewis (che è il migliore al mondo), i distacchi sono minimi. Soffre un po’ sul ritmo gara, ma arriva sempre a 10-15 sec da Hamilton ed in qualche pista riesce pure a vincere. I suoi punti deboli sono la sensibilità sul bagnato e con gomme usurate, ma in quelle condizioni la differenza la fanno i grandissimi campioni. Infine lavora in armonia col team e sono sicuro che offre degli ottimi feedback tecnici per orientare lo sviluppo della macchina. E’ la seconda guida ideale e, se dovesse mancare Hamilton, è sempre lì vicino prenderne il posto. Stiamo parlando infatti del vicecampione del mondo 2019 e 2020. Non è un fuoriclasse e mai lo sarà, non è un personaggio perché è aziendalista, ma nell’arco di una stagione è un pilota veloce e costante che pochi piloti di questa top ten riuscirebbero a battere in un campionato con la stessa vettura.

 

Decimo Gasly. Grande stagione la sua. Ha demolito Kvyat (che non ha un sedile per il 2021). Ha vinto una gara con l’Alfa Tauri (ex Toro Rosso), cosa che era riuscita in passato solo a Vettel poi diventato poi 4 volte campione del mondo. Non credo che Gasly ripeterà la luminosa carriera di Vettel, ma sicuramente sta crescendo ed in Alfa Tauri ha trovato il team giusto per progredire sia come pilota che come personalità.

 

Tutti gli altri piloti non riportati in questa classifica effettivamente non meritano la top ten. Cito in particolare Vettel che dall’errore del GP di Germania 2018 sembra aver imboccato una strada in discesa che quest’anno è sembrata un precipizio. Di fatto la Red Bull (suo ex team), gli ha preferito Perez per il 2021. Ecco perché correrà il suo 2021 in Aston Martin (ex Racing Point ossia il team B Mercedes).

Infine, dopo due stagioni piuttosto opache, salutano la F1 (forse per sempre) Magnussen, Kvyat e Grosjean quest’ultimo prima vita salvata dal sistema Halo imposto da Todt 2 anni fa.

 

A presto!

 

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