Finalmente è finito

04/12/2019

 

L’ultima gara dell’anno si è chiusa con l’inevitabile vittoria di Lewis Hamilton. Come se non bastasse è stato il terzo GP dell’anno dove Lewis ha effettuato il giro più veloce in gara con gomme usate bianche a fine gara (le altre due volte è stato in Francia ed Inghilterra) giusto per sottolineare l’enorme superiorità della Mercedes durante tutta questa stagione.


Hanno iniziato in Australia con un vantaggio di 0,750 sec in prova ed hanno concluso il mondiale praticamente con lo stesso vantaggio nonostante avessero vinto già due titoli mondiali per il sesto anno consecutivo.


Per capire ancora meglio la superiorità del mezzo che ha avuto a disposizione di Lewis Hamilton, vorrei soffermarmi sui numeri impressionanti realizzati dalla Mercedes negli ultimi sei anni:


2014: 16 vittorie Mercedes, 0 per la Ferrari, 3 vittorie per la Red Bull
2015: 16 vittorie Mercedes, 3 per la Ferrari, 0 vittorie per la Red Bull
2016: 19 vittorie Mercedes, 0 per la Ferrari, 2 vittorie per la Red Bull
2017: 12 vittorie Mercedes, 5 per la Ferrari, 3 vittorie per la Red Bull
2018: 11 vittorie Mercedes, 6 per la Ferrari, 4 vittorie per la Red Bull
2019: 15 vittorie Mercedes, 3 per la Ferrari, 3 vittorie per la Red Bull


Tutto ciò significa che in questo lungo periodo il 73,55% dei GP è stato vinto da una Mercedes (praticamente 3 vittorie ogni 4 gp). La Red Bull ha vinto il 12,4% delle gare. La Ferrari il 14,05% . E’ come dire che il GP che non vince la Mercedes una volta è stato vinto da una Red Bull e l’altra della Ferrari. Questa è la cruda realtà degli ultimi 121 gran premi!

Sono numeri che si commentano da soli. Non c’è alcuna politica, né pilota divino che giustificano tutto ciò: ma solo una grande e ben pianificata superiorità tecnica sia di motore che di aerodinamica unita ad una eccellente organizzazione in pista.


Per fermare tutto ciò hanno introdotto nuove regole nel 2021. Basterà? Non sono sicuro. Si tratta di modifiche annunciate troppo presto ed un gruppo come la Mercedes che già lavora bene da tempo, riuscirà comunque a fare uno sviluppo equivalente se non migliore di quello degli altri.


Alla fine del 2004 ci fu una situazione simile con il dominio della Ferrari per 6 anni consecutivi. Per rendere le gare più avvincenti, introdussero quindi un nuovo regolamento che impediva di cambiare le gomme durante un GP dando così un vantaggio alla Michelin che nel 2005 aveva un prodotto tecnicamente più adatto a quella specifica rispetto alle gomme Bridgestone. Fu così che riuscirono ad interrompere l’egemonia della Ferrari (gommata Bridgestone) sia nel 2005 che nel 2006. Non fu una modifica pianificata con grande anticipo ma una sorta di “colpo di mano” organizzato da Ecclestone (organizzatore del campionato e detentore del diritti della F1 a quel tempo) e Max Mosley (capo della FIA allora) per far entrare in gioco altri costruttori e garantire uno spettacolo più appassionante ed imprevedibile.


Nel caso del cambio di regolamento previsto per il 2021, i vertici di Liberty media non sembrano troppo determinati a far rientrare in gioco anche altri costruttori. Oltre a ciò, anche quest’anno ci sono stati recenti casi dove la FIA ha rivisitato dei regolamenti tecnici per cercare di “equilibrare” le prestazioni dei vari motori ripristinando di fatto la superiorità dei team motorizzati Mercedes. In definitiva non vedo una strategia chiara e coordinata da parte sia della FIA che di Liberty media finalizzata a far crescere il tasso di spettacolarità di questa competizione.

Detto ciò, il 2021 è ancora lontano. Il 2020 inizierà tra soli tre mesi e sarà difficile per Ferari e Red Bull riacciuffare una Mercedes che nel 2019 è stata dominante praticamente come dal 2014 al 2016.


Riguardo la Ferrari devo dire che la SF90 è stata veramente poco competitiva. E’ vero che aveva una buona potenza che le ha consentito sul giro secco di fare diverse pole position, ma sicuramente non era capace di muoversi agevolmente nei tratti misti. (come abbiamo notato anche nell’ultimo GP) e ciò non le consentiva di essere competitiva sul passo gara rovinando presto le gomme.
Guardando indietro all’epoca turbo ibrida, la peggiore Ferrari è stata quella del 2014, poi sicuramente quella del 2016, quella del 2015 era leggermente inferiore a quella di quest’anno (peggiore come motore, ma migliore come telaio; anche per lei 3 vittorie). Le migliori sono state quella del 2017 (anche se con un motore ancora deficitario rispetto al Mercedes di allora) ma soprattutto quella del 2018 (l’ultima di Simone Resta prima del misterioso passaggio in Alfa Romeo). Vediamo cosa riuscirà a combinare la Scuderia Ferrari nel 2020 sempre ricca di sorprese tecniche ed organizzative (sia in positivo che in negativo).


Curiosità genera la Red Bull che non ha praticamente avvertito il cambio di propulsore offrendo delle prestazioni nel 2019 paragonabili a quelle dello scorso anno quando era motorizzata Renault. Telaisticamente l’auto è sempre molto valida. Lato propulsore ha dimostrato decisi progressi (in più di un gran premio) e tutto sommato l’affidabilità del motore Honda è stata superiore a quella manifestata dal Renault (che dal 2021 verrà usato solo dalla casa madre). Se la Honda dovesse fare ulteriori progressi, a mio avviso nel 2020 la Red Bull se la può giocare avendo un ottimo telaio (sviluppato costantemente durante tutto l’anno) ed un’ottima coppia di piloti.


Con la stabilità di regolamenti abbiamo visto nel recente passato (2017 e 2018) una maggiore competitività tra questi 3 teams, spero vivamente che ciò si possa verificare anche nel 2020.

 

© Riproduzione riservata