Perchè mi sono appassionato di Sim Racing. - PARTE 1 -

08/08/2019

 

Seguo la F1 regolarmente dal 1975 ma il dominio della Mercedes degli ultimi 5 anni (preceduto da quattro di Red Bull) unito ad un accanimento autoritario della FIA nell’applicazione dei regolamenti sulle vicende in pista, hanno messo a dura prova la mia passione per la F1 e per il Motorsport in generale spingendomi verso nuovi orizzonti.


Mentre vagavo in questa “selva oscura” incontrai il “mio Virgilio” nella forma di un libro dal titolo bizzarro ed interessante “Going nowhere fast in Assetto Corsa “ di Amen Zwa Eso. Incuriosito lo lessi in poche ore. In quel libro l’autore spiegava come questo nuovo simulatore offriva all’utente un esperienza di guida particolarmente soddisfacente ed aderente alla realtà.


Affascinato dalla lettura, mi sono regalato subito un pc gaming, una licenza di Assetto Corsa, uno sterzo dotato di force feedback con pedali e cambio (il famoso Logitec G27) ed un sedile di guida dedicato (Playseat Evolution). Dopo aver assemblato il tutto e seguito alla lettera il libro per le varie impostazioni, boom!… fu amore a prima vista.


Iniziai così ad esplorare questo nuovo mondo del motorsport virtuale.


Si tratta di una forma di E-sport unica in quanto nel simulatore l’esperienza fisica e mentale coincidono per moltissimi aspetti a quelle del vero motorsport proprio perché si usano sterzi, pedali e cambi identici a quelle delle auto di tutti i giorni. La dimostrazione di ciò si ha osservando come molti giovani campioni della F1 sono diventati subito protagonisti dopo essere stati addestrati su simulatori professionali (unitamente alla gavetta su go-kart e formule minori). In tutti gli altri E-sport i players devono usare controller o tastiere che rendono l’esperienza fisica molto limitata rispetto a quella mentale, ciò non accade nel sim racing dove l’esperienza di gioco, per un appassionato, è appagante quasi come guidare un auto vera.

Fu così che mi applicai alla guida su un simulatore impegnandomi a migliorare le mie prestazioni. Come molti automobilisti, mi sono sempre considerato “uno che se la cava”. Ben presto scoprii che la realtà in pista era ben diversa....


Guidare in circuito è un po’ come cantare o suonare uno strumentò musicale. C’è bisogno sia di conoscenze teoriche che di applicazione: metodo e pratica. E questo l'ho scoperto non riuscendo a vincere nemmeno una gara con il minimo livello di difficoltà pur impegnandomi molto.


Per migliorarmi, iniziai ad esplorare il mondo di Youtube dove ho imparato molto sulle varie tecniche di guida, sulla difesa ed attacco e su come “trovare il tempo” in determinati circuiti. Sono stato anche affascinato dalla passione e amore dei vari youtuber per questa forma di E-sport.


Dopo aver assorbito la teoria e dopo aver speso diverse ore applicandomi con costanza, sono riuscito a rendere i miei tempi in pista accettabili e competere con i valori massimi dell’intelligenza artificiale diventando “uno che se la cava” anche in pista.

 

Ma la vera sfida arrivò dopo, quando cominciai a correre contro altri sim racer online. Ma di questo vi scriverò nella PARTE 2.

 

© Riproduzione riservata